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Opera prima per il regista Wes Craven, ”l’ultima casa a sinistra” è un film horror datato 1972, ispirato ad libitum a ”la fontana della vergine” di Ingmar Bergman e prodotto da Sean Cunningham (Venerdì 13).
La famiglia Collingwood passa le vacanze in una casa sul lago e danno il permesso alla loro figlia Mari per il suo diciassettesimo compleanno di passarlo in città con la sua disinibita amica Phillis. Con l’intenzione di divertirsi, le due si mettono alla ricerca di stupefacenti incontrando un giovanotto strafatto nonché fratello di Krug, omicida e stupratore appena evaso dal carcere. Promettendo loro la droga, il ragazzo le conduce alla sua feroce banda composta da Fred, Krug e Sadie, che le sequestrano seviziandole e torturandole fino alla morte. Dopo il misfatto, la banda si rifugia a loro insaputa proprio nella casa dei genitori di Mari i quali, dopo aver scoperto tutto, si vendicheranno in modo inesorabile.
La violenza, il tema centrale dell’opera, all’epoca creo’ uno spartiacque tra il pubblico americano. In molti criticarono Craven definendo il film come elogio alla violenza gratuita, mentre altri lo ritennero il nuovo cult movie di genere (e ancor oggi lo ricordiamo come tale) . Non a caso è stato fatto un remake da Dennis Iliadis nel 2009, e tra i personaggi troviamo Aaron Paul (Breaking bad, gente! Breaking bad!!!)
Fanno inoltre da protagonisti la pressione calzante, che sale sempre di piu’ dal rapimento fino alla conclusione del film, e l’umorismo noir delle sequenze che ci mostrano i genitori alle prese con i preparativi del compleanno della figlia, in alternanza alla sua spietata uccisione. Piccola pecca per le musiche, ma possiamo passarci sopra, se teniamo conto della potenza visiva dell’atrocità che il Signor Wes ci mostra. Infatti, il film nacque con lo scopo didattico di trasmetterlo nelle scuole come una campagna di sensibilizzazione contro la brutalità. Si sostiene inoltre che il film faccia riferimenti alla guerra in Vietnam, di cui Craven ne rimase fortemente traumatizzato ed indignato dall’indifferenza degli Americani. Possiamo dedurlo dal contrasto dell’innocenza perduta delle due ragazze alla malvagità degli assassini, in una cittadina apparentemente tranquilla ma dove si celano orrori e disinteresse (stesso disinteresse dell’epoca nei confronti della crudeltà della guerra) .
Di splatter ne troviamo ben poco, memorabile la scena in cui Sadie, dopo l’uccisione di Phillis, ne tira fuori le membra con una mano, ed ancora quando il padre di Mari fa a pezzi Krug con la motosega. Attori sconosciuti ma impeccabili: chi lo direbbe che
Lucy Grantham e Fred Lincoln vengono dal mondo del porno?
Consigliatissimo a tutti gli amanti dell’horror e a chi crede che, come in questo caso, un buon film e un buon regista devono saper esprimere anche amare critiche sociali.

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