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Un compendio di flashback ed onirismo, seppur sotto la media, ”voci dal profondo” è stato realizzato da Fulci nell’anno ‘ 91, durante i suoi ultimi anni di vita.Giorgio, uomo ricco ed autoritario, muore inspiegabilmente per un’emorragia interna.Tra l’indifferenza di tutti, la figlia Rosie è l’unica che non si da per vinta e, indirizzata dal padre che le parla dall’oltretomba, indagherà sul suo omicidio.
Con questo Horror/thriller Fulci sembra aver messo in scena la trama pensando ai sette vizi capitali: Le scene lussuriose e i tradimenti della moglie con il suo fratellastro indolente, l’avarizia e l’invidia della matrigna, l’ira e la superbia dello stesso Giorgio.
Ma il movente dell’omicidio è il frutto del tradimento: la consapevolezza di Giorgio riguardo il fatto di non essere il vero padre di Davide sarà la causa del suo assassinio per mano della sua stessa famiglia, che gli farà ingerire pezzi di vetro nascondendoli in un drink , inaspettatamente.
Punti a favore di Fulci per la sua maestria con la telecamera, soggettive ben curate, scene splatterose che, nonostante risultino a volte eccessive, riescono a fornire la giusta dose di brividi e disgusto. Sequenze surreali degne di nota in cui i personaggi hanno degli incubi sul defunto. Una fotografia piu’ che buona, splendida ambientazione del cimitero di notte e delle riprese all’interno della bara col corpo in decomposizione. Il dramma giallo regge perfettamente dall’inizio alla fine, con una conclusione del tutto sorprendente ed originale. Non è lo stesso per le musiche, per la maggiore non c’entrano nulla con le immagini, alcune scene sembrano spesso forzate, messe li a riempire vuoti di sceneggiatura. Fa da esempio la sequenza onirica di Mario che viene assediato dagli zombie nel cimitero. Altro difetto, un cast non molto professionale. Ma un po’ per mancanza del budget ed effetti speciali ”home-made”, un po’ per la malattia ormai sfiancante, non possiamo dire che Fulci abbia realizzato un gran film, che regge soltanto su un indagine di omicidio. Non è uno dei suoi capolavori, ma si tratta del penultimo film del maestro Fulci, e la sua visione nonostante i difetti, merita l’attenzione di tutti gli amanti dei B-movies e delle sue opere.

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