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Cinque ragazzi si recano in uno chalet di montagna per trascorrere una vacanza. Dopo l’arrivo la serata sembra trascorrere serena, fin quando nello scantinato trovano un libro, il Necronomicon (un antico volume Sumero, rilegato in pelle umana) e un nastro. Lo ascoltano, è il vecchio proprietario della casa che parla del libro, un volume contenente formule per resuscitare i morti. Mentre ascoltano il sinistro messaggio, l’atmosfera inizia a cambiare radicalmente: un’entità maligna portata in vita dal registratore, si impossesserà dei loro corpi e si ritroveranno ad ammazzarsi l’uno con l’altro. Era la fine degli anni settanta quando Sam Raimi, insieme all’amico Bruce Campbell ( attore protagonista ) decisero di girare il film tratto dal cortometraggio ”within the woods” creato da Raimi nel ’77, pensato principalmente per un pubblico di teenagers. Nonostante il low-budget, la pellicola uscita nell’81, arrivo’ a Cannes sbalordendo tutti grazie a una tematica completamente fuori dall’ordinario. Ed ecco che un ragazzetto di soli 22 anni esordì diventando il nuovo maestro dell’horror, rivoluzionandolo attraverso un make up ed effetti speciali artigianali , efficaci e con un grande impatto visivo. Un budget bassissimo con un’ambientazione limitata, esterni al limite del grottesco ed interni claustrofobici che danno quel senso di impossibilità di fuga che gli stessi personaggi vivono. Trovate originali, nonostante scene previste ma mai banali, che fanno balzare dalla sedia e rivoltare lo stomaco dei piu’ sensibili. Un calderone di diversi elementi: lo splatter, la violenza, la morte, la possessione demoniaca, trasportate sullo schermo con una regia personale, ben studiata. Sequenze rapide dopo la trasformazione dei personaggi che inquietano ancor di piu’ con le aggiunte di stop motion. L’uso delle soggettive (realizzate con la shakey-cam creata dallo stesso regista) che enfatizzano le presenze malvagie nel bosco, attraverso una fotografia volutamente pop. Senza contare dell’omaggio ad un altro maestro dell’orrido, H.P. Lovecraft, attraverso il Necronomicon tanto citato nella sua letteratura. Un cast di attori semi professionisti, amici di Raimi, che hanno saputo coinvolgere lo spettatore, tanto che negli ultimi trent’anni, oltre ai sequel, sono stati realizzati diversi remake. Insomma, pochi mezzi, grande esuberanza, che ci mostrano una delle menti piu’ visionarie del cinema che continua ad essere tutt’ora un must dei B-movies. Oltre ad essere un cult dell’horror da vedere e rivedere, questo film rappresenta anche la prova schiacciante che il cinema si puo’ fare anche con pochi mezzi, perchè quello che contano sono le idee.

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